Il monte San Martino

 

Dal 1958 il roccolo Moroni a Bosco Valtravaglia è diventato il mio luogo d'elezione: lì sono nati i disegni dei carpini nodosi e centenari che ne costituiscono la struttura. 
Questo posto solitario e affascinante, inquietante e misterioso, immerso nel verde ombroso delle nostre Prealpi, è sorvegliato, da lontano, dalla mole rassicurante e famigliare, del Monte San Martino. 
Una presenza che per anni è rimasta silenziosamente a fare da sfondo ai miei grovigli di tronchi o ai pastelli sontuosi con azalee e rododendri. Ma quando, con il ciclo della Provenza, ho spostato l'interesse sul paesaggio, allargato quasi a volo d'uccello su campi o lembi di mare, su vallate o spacchi di montagne, ne ho captato il fascino massiccio, la sagoma dai toni cupi verdastri o azzurrini, striati e lacerati dai grigi della pietra.
E allora l'ho reso protagonista.
Da diverse angolazioni, sul mio blocchetto, ho catturato una curva accattivante, gli spigoli ricchi di verde o il profilo contro il cielo, dove l'emozione era più intensa.
Qui è il mio San Martino: una specie di "ritorno alle origini" che offro con umiltà, grata al grande Cézanne che mi ha indicato, con benevolenza, la strada.